Lo stato desiderato - Coaching e Counseling
Stefano Leone

Stefano Leone

15 - Lo "Stato Desiderato" di un cliente nel Counseling e nel Coaching

Dopo aver ampiamente valutato e analizzato lo “stato problema” (si veda il Post n°14), occorre chiedere al cliente il suo “stato desiderato”.

Come vorrebbe che la sua vita fosse diversa ed accettabile per se stesso?

Occorre che immagini il suo futuro (stato desiderato) mentre il suo problema è stato risolto grazie al suo impegno e al nostro sostegno.
 
Cosa fa? Come si vede? Con chi? Come si comporta? Come comunica? Come da e riceve affetto e attenzioni? Etc.

Si tratta di immaginare uno scenario possibile e sotto il suo controllo dove egli è protagonista.

In questo stato desiderato egli raccoglie i frutti del suo cammino dove si è allenato, ha messo in campo le sue risorse ed ha appreso le chiavi del suo successo personale.

Questa situazione desiderata potrà essere declinata in obiettivi da raggiungere attraversando le diverse aree della crescita personale.
 

Lo stato desiderato è il luogo della speranza, quel luogo caldo e accogliente dove il cliente sente di voler approdare per realizzare pienamente se stesso. 

Si tratti di una relazione da ricomporre, di un lavoro da trovare, di diventare più intimo e spontaneo con le persone o di imparare ad esprimere il propri sentimenti.

Ciò che separa le due funzioni (stato problema e stato desiderato) è il terreno del nostro lavoro, del sostegno e della guida attraverso il nostro metodo, l’ascolto e la competenza. 

Il principio enantiodromico governa questo processo del cliente che oscillerà fra i due poli provando ora la paura di fallire ora il desiderio ardente di riuscire. 

E’ compito del Counselor o del Coach impostare un sostegno mediante azioni ed esercizi adeguati.
 
Avremo fatto un buon lavoro quando il cliente riuscirà a portarsi a casa dei risultati, potrà costruire un buon senso di autoefficacia e migliorerà la sua autostima.

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